Mentre il sole sorgeva sui tetti di una romantica Parigi ieri mattina nel 19esimo quartiere qualcosa stava per succedere.

Le porte della Grande Halle al Parc de la Villette si sono aperte alle 7 del mattino e 5000 membri della nostra community sono entrati in questa magnifica location per il più grande evento nella storia di Airbnb.

L’aspettativa cresceva e si respirava un’atmosfera elettrizzante.

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Uno per uno host e guest hanno preso posto nella struttura principale e sul palco ha preso la parola Ludovic, un host parigino.

Per coloro che non conoscono Ludovic, è un punto di riferimento per la community di Parigi e vive per condividere la sua città con i suoi ospiti e nuovi host.

Avete aperto le vostre case al mondo. Ora è con immenso piacere aprire casa mia a tutti voi”

Con il suo entusiasmo e la sua semplicità è facile capire che cosa renda Ludovic un host così amato a perchè abbia riscosso un così grande successo sul palco. Sia da host che da guet ascoltare Ludovic è fonte d’ispirazione.

AO- Ludo on stage

Sul palco dopo Ludo, Chip Conley ha svelato le sorprese in serbo per i prossimi tre giorni. La curiosità cresceva, spinta dal semplice voler condividere pensieri e opinioni con gli altri fino al desiderio di ascoltare gli spunti filosofici di Alain de Botton, alimentando la sensazione che una grande avventura è solo all’inizio.

Quale modo migliore di iniziare l’avventura con il discorso iniziale del nostro founder e CEO, Brian Chesky che ha celebrato l’’incredibile community da tutto il mondo.

La stessa community che è cresciuta in maniera sorprendente; dai 30 host che avevano partecipato con Joe e Brian al primo meetup a Parigi nel 2009, fino a 5000 host che sono arrivati fino a qui e che faranno d Parc de la Villette la propria casa per i prossimi tre giorni

La stessa community di persone che crea esperienze uniche, facendo sentire a casa viaggiatori sconosciuti come se fossero parte della famiglia.

La missione di Airbnb non si misura con il numero di case o spazi. La missione di Airbnb si racchiude negli host, in voi. Siete parte di una community che non conosce barriere, culture o generazioni. Gli host ci insegnano che le persone sono di natura buone. Quindi per conto di tutti i viaggiatori del mondo, GRAZIE.

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E con questo  Brian ha invitato sul palco due dei più importanti host provenienti da una delle città che recentemente è entrata a far parte della community: Havana, Cuba

Silvio e Julia da Cuba hanno condiviso con noi alcuni momenti della loro vita: La necessità di innovazione e imprenditoria a Cuba, il supporto ottenuto dall’ospitalità offerta su Airbnb, le conoscenze, le aspettative e gli infiniti orizzonti una volta aperte le porte della loro case e offerta la possibilità di fare conoscere ai visitatori la vera Cuba.

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Silvio e Julia hanno appena iniziato il loro cammino da host. Le storie da ascoltare, gli ospiti a cui dare il benvenuto, gli amici ancora da conoscere sono proprio dietro la porta.

Come per ogni viaggio, il primo passo verso una strada sconosciuta può nascondere qualche timore, ma dopo aver visto 5000 host riuniti tutti in una stanza vuol dire che in questo viaggio ognuno di loro ha avuto compagnia. I nuovi host raccontano con entusiasmo quanto si siano felici del loro viaggio attraverso il mondo dell’ospitalità.

Un sentimento che il co-founder e CPO, Joe Gebbia, ascolta e apprezza da quando, insieme a Brian, ricevettero un importante consiglio da un mentore. “ Vai e incontra gli host” disse Paul Graham nel 2009 ai due giovani fondatori.

Sei anni dopo, incontrare gli host rimane una delle esperienze più gratificanti e ricche per il team di Airbnb.

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La cosa che di più ci aiuta a crescere è ascoltare gli host. Ascoltare chi vive e respira Airbnb tutti i giorni.” Questo aspetto rende Airbnb Open un’incredibile opportunità di ascolto per Joe e tutto il team.

Sfruttando i momenti liberi durante la mattina abbiamo assistito alla nascita di nuove amicizie e conversazioni tra host che si sono scambiati storie e consigli.

La mattinata si è chiusa con un’esperienza magica: lo spettacolo del Cirque du Soleil, un’espressione di equilibrio e sensibilità, proprio come la relazione tra host e guest.

Dopo un pranzo passato a incontrare altri membri della community internazionale il co-founder, CTO, Nate Blecharczyk è salito sul palco per una chiacchierata con alcuni host sulle motivazioni che ogni giorno spingono gli host ad aprire casa loro a viaggiatori da tutto il mondo.

Per Alex dagli Stati Uniti, Pamela dal Kenya e Grace dalla francia il desiderio è quello di incontrare nuove persone, arrotondare uno stipendio e sorprendere i propri ospiti.

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Nate ha di seguito presentato i dettagli sulla crescita di Airbnb nel mondo: come siamo arrivati ad avere 2 milioni di case su Airbnb in più di 34.0000 città in più di 190 paesi, e come la community globale sia cresciuta fino a raggiungere più di un milione di membri.

Dopo Nate è stato il turno di Joe Zedah, Vice Direttore del dipartimento incaricato dello sviluppo della piattaforma, per uno degli interventi più attesi della giornata.

Joe ha svelato le nuove funzioni della piattaforma, strutturate per rendere la vita di molti host più semplice, in modo che tutti possano continuare ad offrire ai viaggiatori la migliore esperienza possibile.

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Le nuovi funzioni includono l’opportunità di entrare a far parte del programma Business Travel, l’implementazione dei suggerimenti di prezzi Smart o il processo per il quale tutti gli ospiti dovranno avere una foto profilo in modo che ogni host possa vedere prima chi ospiterà.

Per maggiori informazioni a riguardo leggi il riepilogo di tutte le nuove funzioni qui.

Dopo Joe, Chip Conley sul palco è stato raggiunto da Jim. Jim è un host e ha festeggiato due giorni fa 82 anni. Nato negli Stati Uniti già nel 1976 ospitava a casa sua cene tra amici e perfetti sconosciuti. Per lui la sua casa è uno spazio accogliente un posto dove poter creare relazioni e amicizie e imparare dagli altri.

Questo è esattamente quello che la community di Airbnb rappresenta.

In un’intervista del 2009 su NPR Jim disse” Le persone sono la mia ispirazione e fonte di vita. Fosse per me mi piacerebbe che tutti al mondo avessero la possibilità di incontrare tutti gli altri

Jim e Chip hanno chiuso la giornata di presentazione con un’interessante dibattito sull’arte dell’ospitalità e sui diversi tipologie di viaggio: che possiamo dividere in due.

Una è il viaggio turistico, fatto per poter vedere e fotografare i luoghi simbolo di un territorio per poter dire “Ci sono stato” e mostrare agli amici le foto. L’altro tipo di viaggio consiste nel partecipare alla vita di tutti i giorni di un determinato luogo.

Pensiamo di sapere quale viaggio preferisce Jim.

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L’anno scorso durante il primo Airbnb Open a San Francisco 1000 host da tutto il mondo hanno cenato insieme, ospitati dai dipendenti. Le cene erano l’opportunità per conoscersi tra loro e fare nuove amicizie.

Quest’anno con 5000 host e 630 dipendenti abbiamo realizzato più di 1000 cene in giro per Parigi. Alcune di queste sono state organizzate da host di Parigi e dintorni (grazie a Vizeat) e altre saranno ospitate in altrettanti ristoranti (grazie a Restopolitan)

La prima giornata si è conclusa tra saluti e abbracci della community sparsa in giro per Parigi.
Non un semplice arrivederci a domani per un caffè alla Grande Halle, ma un senso di affetto e appartenenza tra sconosciuti da tutto il mondo diventati amici.
Questo quello che possono creare 5000 host tutti insieme, un evento irripetibile.
Citando la frase di Joe Gebbia di questa mattina
“Posso anche  aver aiutato la nascita di Airbnb ma a conti fatti Airbnb esiste grazie a voi”
Lo stesso vale per Airbnb Open e per la magia che si sta creando.
Domani il riassunto della seconda giornata.
Airbnb Open