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Ian è un investitore, imprenditore e presentatore a tempo pieno e host part-time di “Al tramonto nel Village” e “Shopping festivo nel Gay Village” a Montreal, città in cui ha lanciato la sua esperienza sperando di espandere la portata della sua community. “Ho iniziato l’estate con l’obiettivo di incontrare 250 nuove persone e ormai ho superato le 500 provenienti da ogni parte del mondo”, dice Ian. Continua a leggere per scoprire come Ian adatta le sue esperienze per entrare in contatto con le persone che visitano Montreal durante tutto l’anno, anche nei freddi mesi invernali.

 

Puoi parlarci del tuo background e di come ha influenzato chi sei e cosa fai ora?

Sono cresciuto in una famiglia militare che si trasferiva ogni due anni. Ho conosciuto molte persone e luoghi diversi che mi hanno reso curioso fin da bambino. La nostra famiglia aveva l’abitudine di organizzare molte attività informali e formali e ho sempre amato quelle feste.

Dopo una prima carriera come segretario stampa al Parlamento canadese, ho creato un’agenzia per gli affari pubblici e ho trascorso molto tempo a spiegare la politica canadese alle persone in TV, alla radio e sui giornali. È un lavoro entusiasmante ed estenuante e dopo quasi dieci anni ho deciso di allontanarmi da tutto questo e pensare davvero a cosa mi motiva e a quale posto voglio avere nel mondo. Tornavo sempre alle idee di ospitalità e apertura come elemento centrale dei miei valori.

Così ho creato una serie di tour dal tono queer. Sono un mix di aneddoti queer e cenni storici che aiutano a illuminare la community e la nostra lotta per la salute, i diritti e il riconoscimento che ci spettano. Le mie esperienze sono nello stile e nello spirito di Jane’s Walks, tour guidati da cittadini che rivelano storie nascoste. Accolgo persone provenienti da tutto il mondo che si uniscono a me e imparano di più sulla comunità LGBTQ2S di Montreal e del Canada.

Cosa ti motiva a proporre un’esperienza?

Il motivo per cui lo faccio è continuare a incontrare persone fantastiche di tutto il mondo. Penso che ci siano un sacco di host, come me, che hanno lavori da professionisti durante il giorno e amano incontrare e aiutare i viaggiatori.

Le recensioni e i feedback degli ospiti dopo una passeggiata o un pomeriggio di shopping insieme sono un altro grande fattore. Gli ospiti hanno sempre delle ottime domande e mi fanno pensare alla mia community in modi del tutto nuovi. Amano inoltre i suggerimenti e le opinioni che si possono realmente mettere in pratica! Mantengo i miei prezzi piuttosto bassi e accessibili, ma c’è anche la necessità di avere un po’ di soldi in più, che mi hanno permesso di fare alcune donazioni ai gruppi di attivisti queer locali.

Proporre esperienze mi rende anche un oratore, uno scrittore e un ricercatore più acuto. Dall’inizio del tour ho avuto bisogno di trovare nuove storie e modi creativi per intrecciare il passato e il presente del quartiere.

Abbiamo notato che hai aggiornato la tua esperienza per la bassa stagione di Montreal e ora offri un tour di shopping festivo. Questo ti ha permesso di aumentare le prenotazioni?

Le persone sono felici durante le feste, e io adoro lo shopping. Quindi mi è sembrata una scelta naturale continuare a offrire l’esperienza per almeno una parte dell’inverno. Lo spirito festivo consiste nel creare legami e le Esperienze Airbnb mi aiutano a farlo con viaggiatori alla ricerca di uno speciale tocco LGBTQ e una persona amichevole in un posto lontano.

Quali fattori pensi contribuiscano al tuo successo?

Le mie esperienze si basano su tanta pratica e suggerisco di iniziare con un giro di prova della propria esperienza.  

Apprezzo molto anche il feedback immediato che ricevo durante un’esperienza. Ti permette di capire se gli ospiti si stanno divertendo o no e cambiare e adattarti di conseguenza. Ascolto con gli occhi. Ho capito che se lo si fa, si può capire meglio ciò che sta accadendo. Considero le dinamiche di gruppo, se le persone capiscono pienamente quello che sto dicendo e cosa vogliono ottenere dall’esperienza.

Quali sono le lezioni che hai imparato?

Nella mia esperienza “Al tramonto”, le persone si dividono in due gruppi: quelli che vogliono imparare la storia e l’economia del quartiere queer mentre si divertono e quelli che vogliono sentire solo le storie piccanti. Bisogna trovare un modo giusto per parlare di HIV/AIDS senza rovinare la serata dei partecipanti perché è inappropriato non parlare di una parte così importante della nostra storia quando si fa un giro del Village. Ho scoperto che è difficile farlo bene quando si è in molti quindi ho ridotto le dimensioni del mio gruppo, il che consente di capire meglio perché hanno scelto la mia esperienza e quindi assicurarsi che le loro aspettative siano soddisfatte.

Hai incontrato altri host di esperienze?

Adoro fare altre esperienze. All’inizio, facevo una sorta di scambio con altri host. Se si vuole essere bravi, è fondamentale partecipare ad altre esperienze. Faccio parte anche del gruppo Facebook di esperienze a Montreal e rimango in contatto con altri host. Abbiamo organizzato anche qualche raduno. Avere una rete di supporto è utile.

Hai stretto qualche legame interessante con gli ospiti?

I miei ospiti sono fantastici! Resto in contatto con molti di loro. Ho anche aiutato uno di loro con un caso di immigrazione di una lesbica dalla Nigeria. A volte gli ospiti mi mandano un messaggio dopo l’esperienza e capita di andare a prendere un caffè. A Montreal c’è la possibilità di avere ospiti che visitano la città per un paio di mesi. Sfruttano la mia esperienza come porta di accesso alla comunità queer e questo può aiutarli a orientarsi nel nostro grande quartiere. Riescono a capire meglio le cose da questa prospettiva.

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