Nate e Amanda (The Shalom Imaginative) trascorrono la loro vita insieme viaggiando, e hanno trovato un modo originale per sentirsi a casa anche quando sono in giro. Nel loro lavoro come fotografi specializzati in matrimoni e famiglie, i due cercano di catturare la bellezza più vera e autentica nella vita di tutti i giorni, ovvero la stessa cosa che provano a fare – con successo, parrebbe – anche nella loro vita assieme.  Nonostante viaggiassero – e viaggino tuttora – per gran parte dell’anno, Nate e Amanda avevano il desiderio di trovare uno spazio dove potersi prendere una pausa dagli incombenti impegni lavorativi, dove potersi sentire a casa. Una casa con base a Los Angeles che, nei loro desideri, si potesse spostare come loro e con loro.

Quindi, quale migliore abitazione adatta al loro stile di vita se non un camper vintage? Così, Nate e Amanda hanno imparato da soli a sistemare, ristrutturare e riprogettare un camper di 5 metri e mezzo. Il risultato? Uno spazio meraviglioso e originale, arricchito di ricordi che sono rimasti con loro nel corso delle loro avventure. E, quando non ci vivono, il camper può diventare una casa speciale per gli ospiti di Airbnb.

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Prima domanda: voi trascorrete la vostra vita viaggiando per lavoro, con l’obiettivo di immortalare importanti momenti di vita familiare. Per voi, qual è il significato di casa?

AMANDA: ci siamo subito scambiati un sorriso d’intesa quando ci hai fatto questa domanda, perché è proprio uno degli aspetti principali dei nostri progetti fotografici quando lavoriamo con delle famiglie, a casa loro. Iniziamo sempre chiedendo: “Che significato ha per te la casa?”. È una domanda difficile e la nostra risposta forse può sembrare sdolcinata, ma per noi casa è quando stiamo insieme. È ovunque ci sentiamo ispirati a creare, o semplicemente un posto dove possiamo rilassarci. Casa spesso è la natura, nei boschi, dove possiamo sentirci creativi e rigenerarci. Il camper è tutte queste cose insieme. Non è davvero casa nostra nel senso tradizionale del termine, perché siamo sempre in giro. Ma ci ha permesso di capire meglio tutte le diverse sfaccettature del significato di “casa” e ci ha insegnato a ricreare questi aspetti ovunque andiamo.

NATE: Abbiamo finito da poco i lavori di riorganizzazione del camper quindi per il momento abbiamo fatto soltanto un viaggio, risalendo la costa californiana fino al Big Sur e al parco nazionale dello Yosemite. Le nostre vite personali e professionali sono indissolubilmente legate tra loro e il camper può essere davvero la soluzione migliore quando si ha voglia di prendersi una pausa. Non c’è nulla di più rilassante per evadere e staccare la spina. A noi piace fare campeggio, ma avere uno spazio dove poter creare e al contempo stare a contatto con la natura è davvero stimolante.

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Cosa vi ha spinti a comprare un camper e a trasformarlo in una casa?

AMANDA: Siamo fotografi e, in quanto tali, trascorriamo gran parte del tempo davanti al computer per ritoccare le foto. Questo progetto ci ha permesso di allontanarci dalla scrivania e realizzare qualcosa con le nostre mani. Ci piace molto creare degli spazi belli da vedere, indipendentemente dalla loro struttura. Abbiamo sempre desiderato avere uno spazio dove poter ospitare qualcuno, uno spazio da condividere con altri artisti per gli stessi motivi che ci hanno spinto a volerne uno per noi: trovare una fonte d’ispirazione e un senso di pace.

NATE: Sono d’accordo con Amanda. La cosa strana è che abbiamo visto il camper mentre stavamo andando al cinema. Era parcheggiato all’angolo di una strada. Il prezzo era interessante. Abbiamo parlato con il proprietario e nel giro di 24 ore l’abbiamo comprato.

Avete mai ristrutturato delle case prima di realizzare questo progetto?

NATE: No, mai in un veicolo. In passato ho fatto qualche lavoro di edilizia e di falegnameria, quindi sapevo di potermela cavare. Ma non ne sapevamo nulla di lavori di idraulica e sugli impianti elettrici, così abbiamo fatto diverse ricerche su Google e YouTube e abbiamo chiesto consiglio ad altri tuttofare durante tutta la fase di ristrutturazione. Pensavamo di metterci circa due settimane per completare i lavori, ma ovviamente non è stato così. Più procedavamo e più ci rendavamo conto della portata del nostro progetto. Abbiamo rifatto tutto. C’erano diverse perdite d’acqua che avevano provocato non pochi danni. Ci sono voluti complessivamente sei mesi, perché ci lavoravamo nel tempo libero tra un viaggio e l’altro. Ma alla fine, questo è il risultato!

Come definireste lo stile che avete creato nel camper?

AMANDA: Direi bohémien, ma anche molto minimalista. Essendo così piccolo, volevamo che fosse luminoso, chiaro e aperto. Abbiamo rivestito i due sedili davanti con delle pelli di pecora. Abbiamo pitturato tutte le pareti di bianco e abbiamo lasciato le parti in legno in bella vista. Abbiamo utilizzato un prodotto per impermeabilizzare il parquet: doveva essere neutro, invece il parquet è diventato rosso brillante, così abbiamo dovuto tirar via tutte le assi e rimetterne di nuove. Poi abbiamo steso qualche piccolo tappeto marocchino sul pavimento per aggiungere un po’ di colore.

E dove avete trovato gli oggetti per arredare casa vostra?

AMANDA: La maggior parte li abbiamo trovati nei negozietti locali. Altri provengono dai mercatini delle pulci e alcuni sono cimeli di famiglia. È un bell’assortimento di oggetti unici.

Quali sono le parti che preferite del camper, o gli oggetti che raccontano una storia?

AMANDA: Può sembrare strano, ma è il WC! Non sai che piacere aver potuto buttare via quello brutto e vecchio sostituendolo con uno bello e nuovo. Per quanto riguarda gli oggetti che arredano il camper, ne abbiamo collezionati un sacco durante i nostri viaggi. Volevamo arricchire lo spazio con delle piante provenienti da tutti i posti dove siamo stati, così abbiamo recuperato un cactus appena fuori dal parco dello Yosemite. Abbiamo anche collezionato oggetti comprati in negozietti occasionali trovati per strada. Non so spiegarmi il perché, ma alla fine senza volerlo abbiamo accumulato diversi articoli che riguardano i pesci e l’arcobaleno. Li abbiamo trovati in giro e ce ne siamo subito innamorati. E ora è come se fossero un tutt’uno con la storia di questo camper.

Perché avete deciso di iniziare ad ospitare i viaggiatori di Airbnb nella vostra nuova casa mobile?

NATE: È uno spazio che ci serve per staccare dai nostri impegni, ma ci piace l’idea di poter incontrare altri viaggiatori e artisti e di condividere con loro un posto in cui stiamo così bene. Quando viaggiamo, adoriamo soggiornare in qualsiasi tipo di spazio proposto dagli host di Airbnb, a meno che non si tratti di stanze standard arredate con foto anonime appese alle pareti. E, ritornando alla definizione di casa che abbiamo dato poco fa: per noi non si tratta semplicemente di un letto comodo. Per un attimo abbiamo sognato di avere un paio di alloggi in cui vivere tra un viaggio e l’altro. Ovviamente li avremmo condivisi con altri artisti e viaggiatori. Ed è questo, per noi, il significato di casa.

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Crediti fotografici: The Shalom Imaginative.

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